Questa sezione raccoglie i contributi dei relatori di “Data Center in Italia”, offrendo una panoramica chiara e accessibile sulle direttrici che guidano la crescita del settore: evoluzione normativa e autorizzativa, gestione dell’energia ed efficienza operativa, modelli di investimento sostenibili e valorizzazione dei territori.
Economist | Centro Europa Ricerche
Responsabile Centro Studi RINA Prime Value Services
Economis CER | Centro Europa Ricerche
Director ESG & Energy Efficiency RINA Prime Value Services
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Roma, scrigno d’arte e custode di oltre duemila anni di storia, non si accontenta più di essere solo Capitale della cultura: oggi ambisce a diventare anche polo di riferimento per tecnologia e transizione verde.
È l’Assessore Tobia Zevi, da sempre attento alle politiche green, a mettere al centro la #TwinTransition (digitale + green) per rendere la città sempre più inclusiva, sostenibile e competitiva.
Durante l’evento “Data Center in Italia”, l’Assessore Zevi ha delineato tre direttrici fondamentali per integrare innovazione e qualità urbana nello sviluppo dei data center:
Innovazione tecnologica
Dalla pianificazione alla progettazione, fino all’operation e alla gestione del rischio, è fondamentale poter contare su un unico interlocutore che coordini competenze specialistiche e continuità lungo tutta la filiera per dare fiducia e garanzie sia agli investitori che agli stakeholders diretti ed indiretti.
Efficienza energetica
Fino al 70 % dei costi operativi di un data center è legato all’energia. L’integrazione in sistemi sostenibili basati su fonti rinnovabili e comunità energetiche locali è cruciale per uno sviluppo responsabile e per raggiungere gli obiettivi di neutralità climatica che Roma si è data.
Rigenerazione urbana
I poli digitali possono diventare leva per trasformare aree dismesse in quartieri moderni e funzionali, coniugando infrastrutture avanzate e qualità dello spazio urbano. Un percorso che si sposa con la visione dell’Amministrazione per una città più verde, inclusiva e connessa.
Roma, quindi, non smette di essere Capitale storica e identitaria, ma si afferma oggi come hub digitale e green europeo.
Con questa metafora, Massimiliano Miceli ha aperto il suo intervento all’evento “Data Center in Italia”, descrivendo un settore in forte espansione, che ha trasformato il nostro Paese da fanalino di coda europeo a hub emergente.
Oggi l’Italia conta oltre 250 MW di potenza installata, con l’obiettivo di superare 1 GW entro il 2030.
Solo nel 2024, i capitali internazionali in arrivo sul mercato italiano superano i 37 miliardi di euro.
Il baricentro è Milano, seguita da Roma, ma cresce anche l’interesse per il Sud Italia, porta strategica verso Nord Africa e Medio Oriente grazie alla presenza di cavi sottomarini e potenziale energetico da fonti rinnovabili
Miceli ha evidenziato quattro sfide cruciali per il futuro del settore:
Il messaggio è chiaro: servono investimenti, semplificazione e formazione per rendere l’Italia davvero competitiva nel panorama europeo dei data center.
Massimiliano Parco ha approfondito le dinamiche evolutive del mercato italiano dei data center, spiegando come la crescita passi da un equilibrio tra tre modelli di colocation:
Il Sud Italia oggi ospita solo il 9,5% dei data center nazionali, ma con suolo disponibile e nuovi cavidotti in costruzione, può seguire il modello Dublino, fortemente orientato agli hyperscaler.
Ma il vero nodo resta il costo dell’energia:
Una possibile risposta arriva da Energy Release 2.0, il meccanismo di sostegno alle imprese energivore, che prevede energia a prezzo calmierato in cambio di nuova capacità rinnovabile.
Infine, un dato strategico: l’Italia investirà fino al 5% del PIL in difesa entro il 2035, e una parte rilevante sarà destinata anche alle infrastrutture digitali critiche, come i data center.
La sostenibilità non è più un’opzione. È questa la premessa da cui parte l’intervento di Francesco Arnesano, che ha illustrato gli strumenti per misurare e migliorare l’impatto ambientale dei data center.
Il settore ICT:
La Direttiva europea sull’efficienza energetica impone dal 2025 l’obbligo di comunicare:
Gli strumenti operativi utilizzati da RINA Prime per valutare la sostenibilità dei data center:
Il futuro è fatto di efficienza, trasparenza e responsabilità: la sostenibilità è la chiave per attrarre investimenti e garantire resilienza nel tempo.
Dove nasceranno i prossimi data center italiani?
Negli ultimi anni, il Sud ha mostrato segnali di crescita economica superiori al resto del Paese, grazie a una rinnovata capacità di attrarre investimenti pubblici e privati.
Nel contesto della trasformazione digitale ed energetica, il Mezzogiorno si presenta oggi come una piattaforma strategica per l’insediamento dei data center, grazie a tre asset fondamentali: reti digitali in espansione, disponibilità di energia rinnovabile, opportunità di rigenerazione territoriale.
Durante l’evento “Data Center in Italia”, Luca Bianchi, Direttore Generale di SVIMEZ – Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno, ha offerto una visione chiara e documentata su queste potenzialità:
Infrastrutture digitali e reti mediterranee
I nuovi investimenti sulle dorsali digitali offrono al Mezzogiorno l’occasione concreta di diventare un vero hub digitale del Mediterraneo, superando la tradizionale retorica.
Energia rinnovabile come vantaggio competitivo
Oltre l’80% dei nuovi impianti che ha raggiunto le fasi finali del processo autorizzativo a livello nazionale.
ZES Unica e semplificazione normativa
Grazie alla Zona Economica Speciale e all’inclusione del settore ICT tra quelli strategici, il Sud può oggi offrire un ambiente normativo più snello e attrattivo per gli operatori.
Gestione delle risorse idriche
Il vero nodo non è la scarsità d’acqua, ma la sua gestione. L’esperienza Svimez in Calabria dimostra che una governance industriale efficiente può ridurre dispersioni e garantire la sostenibilità anche per infrastrutture ad alto impatto come i data center.
Il Mezzogiorno possiede oggi le condizioni per diventare protagonista della trasformazione digitale ed energetica del Paese.
Perché questo potenziale si traduca in realtà, è necessario un impegno condiviso: politiche industriali selettive, investimenti pubblici mirati e una nuova fiducia da parte degli operatori privati.
La #TwinTransition – digitale ed energetica – è una delle grandi sfide per lo sviluppo del sistema industriale europeo. Per affrontarla servono non solo tecnologie e infrastrutture, ma anche strumenti finanziari in grado di abilitare progetti sostenibili, scalabili e radicati nei territori.
Durante l’evento “Data Center in Italia”, Luca D’Antrassi, Infrastructure & Real Asset Managing Director | Head of Digital Transformation, DeA Capital Real Estate SGR, ha presentato una strategia d’investimento che coniuga finanza, innovazione e impatto, allineando il capitale infrastrutturale ai principi ESG e alle esigenze dell’economia reale.
Al centro di questa visione, il Twin Transition Infrastructure Fund, attualmente in fase di pre-commercializzazione:
Ma il vero cambio di paradigma è concettuale: il #datacenter non è più solo un asset immobiliare, bensì una infrastruttura complessa, integrata nella rete elettrica e capace di abilitare servizi avanzati come il bilanciamento di rete o il recupero del calore.
Anche la strategia di investimento è distintiva: oltre il 70% delle risorse sarà destinato all’Italia, con un focus sul mid-market, ovvero su piccoli e medi operatori locali spesso esclusi dai radar dei grandi fondi internazionali.
Sono questi gli attori in grado di generare innovazione, creare occupazione qualificata e contribuire alla crescita dei territori, anche nel Mezzogiorno.
Un approccio che dimostra come la finanza infrastrutturale, intrinsecamente legata al supporto dell’economia reale, possa diventare motore della #transizionesostenibile, rafforzando la competitività del sistema produttivo italiano e promuovendo modelli di sviluppo più inclusivi e resilienti.
L’energia e il cuore invisibile dei data center.
Ma per renderli sostenibili serve una regia capace di coniugare approvvigionamento, efficienza e rigenerazione.
Durante l’evento “Data Center in Italia”, Letizia Duchi, Energy Management & Sustainability TECNIMONT, ha illustrato l’approccio integrato con cui l’#energymanagement può supportare la transizione energetica delle infrastrutture digitali.
Nel settore dei data center, particolarmente energivoro, le strategie si articolano su più livelli:
Un’ulteriore area di intervento riguarda il recupero e la valorizzazione di siti produttivi dismessi, che possono rappresentare un’alternativa concreta allo sviluppo greenfield:
Un approccio applicabile anche a data center già operativi, oggetto di interventi di retrofitting energetico per accompagnare le aziende verso gli obiettivi di decarbonizzazione e resilienza.
Una visione che integra infrastrutture, tecnologie e territorio per rendere la crescita digitale anche sostenibile.
L’evoluzione dei data center sta superando i confini della tecnologia per abbracciare obiettivi più ampi: #efficienzaenergetica, #sostenibilità ambientale e contributo allo sviluppo locale. Non si tratta solo di garantire continuità operativa, ma di progettare infrastrutture in grado di dialogare con i territori, integrarsi nei contesti urbani e generare valore condiviso.
Durante l’evento “Data Center in Italia”, Carlo Lombardi, Data Center Operations TIM Enterprise, ha raccontato un modello concreto di progettazione e gestione sostenibile, che coniuga innovazione, performance e responsabilità ambientale.
Un approccio ingegneristico orientato all’efficienza e alla qualità, che può estendersi anche ad ambiti come la rigenerazione di siti produttivi dismessi o il retrofitting di infrastrutture esistenti, nel rispetto dei più aggiornati protocolli di sostenibilità.
Una visione che trasforma i data center in infrastrutture civili a tutti gli effetti: connesse ai territori, integrate nei processi di decarbonizzazione e capaci di restituire valore ambientale e sociale alle comunità.
Oggi il settore dei data center è uno dei motori più promettenti per lo sviluppo economico e tecnologico del Paese. Ma a questa corsa all’innovazione si contrappone la lentezza degli iter autorizzativi, dovuta – tra le altre cose – alla mancanza di un inquadramento urbanistico chiaro per queste infrastrutture.
Francesca Zirnstein, Direttore Generale di Scenari Immobiliari, ha tracciato un quadro lucido:
Uno scenario che si ripete anche in altri Paesi europei, dove però si iniziano a vedere soluzioni innovative:
Germania: accesso autorizzativo vincolato a PUE ≤ 1.2 entro il 2026
Paesi Bassi e Berlino: moratorie e limiti per i mega data center
Spagna e Francia: dinamiche ancora in evoluzione
Per l’Italia, la sfida è coniugare attrattività per gli investitori internazionali con la valorizzazione degli operatori locali, vero motore di un’economia diffusa e capillare.
Serve una normativa chiara, veloce, capace di generare valore ambientale, economico e sociale per i territori.
Oggi i Data Center sono molto più di un’infrastruttura IT: rappresentano il cuore di una nuova economia, dove si intrecciano #energia, real estate, #sostenibilità, sicurezza e innovazione finanziaria.
Affrontare questa sfida richiede strutture Organizzazioni solide, con competenze integrate e visione di lungo periodo.
Durante l’evento “Data Center in Italia”, Nunzio Di Somma, Senior Director Technical Services di RINA Prime Value Services, ha evidenziato i capisaldi di un approccio industriale al tema:
Una filiera integrata è la chiave per guidare questa trasformazione. Dalla pianificazione alla progettazione, fino all’operation e alla gestione del rischio, è fondamentale poter contare su un unico interlocutore che coordini competenze specialistiche e continuità lungo tutta la filiera per dare fiducia e garanzie sia agli investitori che agli stakeholders diretti ed indiretti.
Il mercato dei #datacenter in Italia è vivo, attrattivo, con potenzialità concrete di sviluppo. Ma le sfide da affrontare – competenze e talenti in primis – richiedono un impegno comune.
Diventa necessario costruire un ecosistema integrato, capace di far dialogare operatori, istituzioni, investitori e industria.
RINA è pronta a giocare un ruolo chiave, mettendo in campo competenze tecniche, talenti e centri di innovazione avanzata – come quello di Castel Romano – per sostenere tutta la filiera, dallo sviluppo tecnologico alla sostenibilità economico-finanziaria.
“Connettere è la parola chiave. Solo con un approccio aperto e sinergico potremo vincere le sfide dei prossimi mesi.” Queste le parole di Daniele Calderoni Parronchi, Chief Strategy & Innovation Officer di RINA, durante il summit “Data Center in Italia”.
Oltre 500 MW di potenza installata nel 2024, con una traiettoria che potrebbe portare l’Italia a superare 1 GW entro il 2030. Il settore dei data center cresce rapidamente, trainato da investimenti internazionali, nuovi modelli di sviluppo e una crescente centralità nelle strategie digitali ed energetiche del Paese.
Milano si afferma come primo mercato emergente in Europa, Roma registra il tasso di crescita più elevato, mentre il Mezzogiorno, grazie all’abbondanza di energia rinnovabile e alla vicinanza ai principali cavi sottomarini, si propone come nuovo snodo infrastrutturale nel Mediterraneo.
Accanto alle opportunità, si delineano sfide rilevanti: l’alto costo dell’energia, la complessità degli iter autorizzativi, le disparità infrastrutturali tra aree del Paese, la carenza di competenze tecniche qualificate.
Sempre più decisiva la dimensione ambientale, con l’entrata in vigore di nuovi obblighi di monitoraggio e reporting previsti dalla normativa europea. Parametri come efficienza energetica, consumo idrico e utilizzo di fonti rinnovabili diventano elementi essenziali per l’accesso al mercato e alla finanza sostenibile.
Ne abbiamo parlato il 3 luglio a Roma, in occasione dell’evento “Data Center in Italia”, organizzato presso il Museo dell’Ara Pacis, dove RINA Prime, in collaborazione con il Centro Europa Ricerche, ha presentato il nuovo report dedicato al settore. Un contributo analitico e prospettico per orientare scelte strategiche e supportare politiche pubbliche e investimenti sostenibili, realizzato e presentato da Massimiliano Miceli Responsabile Centro Studi RINA Prime Value Services, Massimiliano Parco Economis CER – Centro Europa Ricerche e Francesco Arnesano, Director ESG & Energy Efficiency RINA Prime Value Services.